Nome: Ousman

Età: 17

Paese d’origine: Gambia

Famiglia: Mamma, 2 sorelle maggiori. Padre morto per malattia.

Sbarco: Gennaio 2015 - Augusta (RG - Sicilia)

 

 

In Gambia non avevo niente.

Mia madre vende verdure al mercato ma il guadagno irrisorio non ha mai permesso a me e alle mie sorelle di andare a scuola. Vedendo in che condizioni è costretta a vivere la mia famiglia, ho deciso di partire senza dire niente a nessuno: dovevo aiutare la mia famiglia. Sono io l’uomo di casa

Il viaggio per la Libia non è stato semplice. 3-4 mesi ammassati su un camion, attraversando il deserto che di notte diventa la terra di nessuno. Di giorno sotto il sole cocente, di notte buio pesto e freddo gelido. Avevamo una bottiglia d’acqua per il giorno e una sorta di impasto che valeva come cibo giornaliero.

Prima di arrivare in Libia siamo stati derubati di tutto quel poco che avevamo, documenti compresi. È una prassi per tutti i migranti. Ho vissuto in Libia per 1 anno e 2 mesi, 4 dei quali in carcere. Li’ non vai in galera per qualche reato, ma perchè lo decidono i libici; ti trattengono finchè non hai abbastanza soldi per pagarti la traversata. Ogni tanto facevo qualche lavoretto, trasportando del riso o costruendo case.

Risparmiando tutto quello che guadagnavo, sono riuscito a pagare 600 dinar libici (400€) ad una persona che fa da tramite con i libici e sono riuscito ad imbarcarmi. I prezzi variano, ma non so in base a che cosa. 

Quella notte eravamo circa 150 persone, tutti uomini. Prima di salire ci hanno fatto sedere a terra in file da 10, per contarci meglio.

Siamo partiti al buio, verso le 3 del mattino. La traversata e’ durata 2 giorni, durante la quale non ho chiuso occhio: pensavo alla mia famiglia. Avevamo imbarcato acqua e coi pantaloni bagnati il freddo era letale, specialmente di notte.

Quando sono arrivato in Sicilia ho chiamato mia madre. Era passato ormai un 1 anno e mezzo dall'ultima volta che la sentii. Era sorpresa di sentirmi, credeva fossi morto da un pezzo ormai.

 

Lei mi ha sempre detto di pregare, che tanto Dio un giorno ci aiuterà. Ma io sono il capofamiglia, non posso più aspettare. Devo prendermi cura di mia mamma e delle mie sorelle.

Un giorno avrò un lavoro e potrò mantenere tutta la mia famiglia. Non importa dove: saremo tutti insieme felici. Non posso vivere bene da solo lasciando la mia famiglia in una situazione critica.

 

Sai, non è facile.



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Images and text © Davide Ragusa